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Alessandro Magno

In: Historical Events

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Pages 16
Alessandro III di Macedonia.
20 luglio 356 - 10 giugno 323

Dicembre 2014

Alessandro e Bucefalo.


ALESSANDRO MAGNO

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Alessandro III di Macedonia.
20 luglio 356 - 10 giugno 323

Le Fonti.
Una gran parte degli scritti di questo periodo sono stati perduti, e la stragrande maggioranza di quello che è arrivato a noi sono rielaborazioni dei testi contemporanei ad opera di autori successivi.
Si incontrano principalmente tre stili e quattro tematiche. Per quanto riguarda gli stili abbiamo: quello retorico, curato, armonico ed elegante; quello drammatico o tragico, ricco di phàtos ed elementi meravigliosi, principalmente ritrovato nella storiografia sui diadochi; quello pragmatico, che tratta i nudi avvenimenti con relazione causale, esponente di spicco fu Polibio di Megalopoli.
Le quattro grandi tematiche sono A., i Diadochi, la storiografia locale e le narrazioni su popolazioni lontane. Durante il periodo dei Diadochi gli storici usavano schierarsi a favore di uno piuttosto che un altro; riguardo la produzione locale era in uso scrivere in difesa delle tradizioni; le storie sulle popolazioni cosiddette lontane parlano degli Orientali come delle popolazioni a Ovest della
Grecia.
La prima tematica affrontata è, ovviamente, Alessandro Magno. Molti storici che hanno trattato riguardo le imprese del condottiero macedone non solo furono suoi contemporanei, ma parteciparono in prima persona alla spedizione in Asia; nonostante ciò è quasi impossibile riuscire a comprendere fino in fondo il pensiero di A.
• Callistene: nipote di Aristotele, nacque nel 370. Fu un uomo dal grande temperamento impulsivo, cosa che gli costerà la vita. Scrisse le “Imprese di
Alessandro” fino a Guagamela, l’opera è chiaramente rimasta in competa a causa della morte dell’autore per mano di A. C. trattò di storia ma anche di scienza e di geografia. Lo stile da lui adottato fu allo stesso tempo tragico e retorico. • Onescrito: prese parte alla spedizione come interprete, la sua opera, una biografia integrale, è “Sull’educazione di Alessandro”.
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• Nearco: il grande ammiraglio della flotta scrisse proprio riguardo il ritorno dall’Indo fino a Susa (“Periplo d’India”). Si basa principalmente sulla sua esperienza, stando molto attento alla geografia e ai tempi di viaggio.
L’immagine che da di A. è chiaramente influenzata dal legame tra i due.
• Tolemeo: nacque nel 367, fu quindi compagno d’armi del giovane A., con il quale strinse un legame di amicizia grazie al quale ricoprì compiti assai delicati. Dopo la morte di A., nel 323, divenne satrapo d’Egitto. L’attività di storico iniziò soltanto dopo essere diventato re. Egli scrisse di eventi politici e militari, ritenendo i Macedoni unici fautori dell’impresa senza mai accennare ad un fattore panellenico.
• Clitarco: visse ad Alessandria, non partecipò alla spedizione. La sua “Storia di
Alessandro” è romanzata e favolosa; influenzerà molti successori, tra i quali
Plutarco.
• Aristobulo: cittadino macedone, seguì A. fino in India e dopo il ritorno si occupò del restauro della tomba di Ciro. Inizio l’opera storica quando aveva
84 anni e molti avevano già scritto, ebbe così modo di avere molto materiale
(che critica) oltre ai suoi ricordi. La sua opera è ricca di elementi geografici, botanici, zoologici ed etnografici (sociale culturale). Cerca di evitare elementi fantasiosi, romanzati e retorici e cerca di dare un’idea nitida di chi fosse A.
Stile simile a quello tolemaico.
• Flavio Arriano di Nicomedia (Turchia), nacque intorno al 90 d.C. ebbe un’educazione tipica dei ceti elevati, ricoprì varie cariche istituzionali fino a ritirarsi ad Atene dove ricevette la cittadinanza e ricoprirì la carica di arconte.
Fu dunque molto più di uno storico: fu soldato, politico e in generale un intellettuale. L’opera principale è “Anàbasi di Alessandro”, in sette libri. le fonti sono autorevoli (Tolemeo e Aristobulo), egli narrò della fine dell’epoca classica per il mondo greco. Un’ opera secondaria, ma che vale la pena menzionare è l’ “Indikè”, ovvero la narrazione del ritorno della flotta e
Nearco (che sarebbe stata perduta senza Arriano). Nel proemio dell’opera su
A. Arriano spiega la scelta delle fonti, Tolemeo non poteva mentire perché era re e sia lui che Aristoblo hanno scritto a posteriori e quindi non avrebbero avuto ragione di mentire, lontananza dal periodo è indice di veridicità.
Chiarisce inoltre di aver scelto A. poiché ritiene che il condottiero non avesse ancora avuto un degno cantore, come Achille aveva avuto Omero.

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La Giovinezza e l’ascesa potere.
Nacque il 20 luglio 356, figlio legittimo di Filippo II e Olimpiade (appartenente alla dinastia regnante in Epiro) nel palazzo di Pella, capitale di quel regno governato dagli Arredai, discendenti di Eracle.
A. fu istruito da Aristotele, che gli trasmise la passione per la cultura greca,
Plutarco ci narra che egli portò sempre son sé una copia dell’Iliade, ispirandosi sempre ad Achille e a quei valori.
I Macedoni praticavano la poligamia e nemmeno il basileus aveva una moglie da considerarsi “prima” e quindi anche la successione era spesso dubbia. Alla morte di Filippo A. si sbarazzò dei pretendenti e riuscì ad ottenere dai Greci i medesimi riconoscimenti attribuiti al padre, strategòs autokrator. Il nuovo hegemòn fu comunque costretto a sedare rivolte a nord poi in Illiria e in Grecia, dove il
Gran Re fomentava le proteste per trattenere A. L’abilità politica di A. fu chiara fin da subito, quando in seguito alle insurrezioni di Tebe e Atene, rase al suolo la prima perché “meno utile” ai suoi piani mentre chiuse un occhio nei confronti di Atene perché aveva bisogno della sua flotta per la spedizione in Persia. Con quest’abile mossa la Lega fu rinforzata, si poteva ritenere pronto alla guerra contro Dario.
Filippo aveva deciso di intraprendere questa spedizione per cercare di eliminare i continui scontri interni al mondo greco che stavano lasciando sul lastrico le poleis. In Asia Minore.
Alessandro partì la primavera del 334 lasciando come reggente per l’Europa il fedele Antipatro. A sessantacinque anni era stato uno dei più fedeli a Filippo.
Anche la scelta del secondo ufficiale ricadde su uno dei fedelissimi del padre,
Parmenione. Per quanto riguarda i numeri dell’esercito non possiamo essere sicuri. Possiamo dire che nel 334 A. passò l’Ellesponto con circa 35.000 uomini al seguito, tanti debiti, pochi tesori e vettovaglie per circa trenta giorni.
Memnone, proprio per questo motivo, chiedono ai satrapi di attuare la strategia della terra bruciata, ma questi disobbediscono, contribuendo così all’avanzata del Macedone. Nell’esercito di A. non sono presenti solo soldati ma anche, genieri, geografi e letterati, si trattava di una vera e propria corte itinerante. Lo storico più in vista era Calliste, nipote di Aristotele. Gli ufficiali principali erano:
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Antigono, che comandava gli alleati, Filota, a capo della cavalleria degli eteri e
Clito, ai suoi ordini rispondeva lo squadrone reale. Bisogna menzionare anche i compagni di gioventù di A. che ricoprivano incarichi prestigiosi nell’esercito, questi erano Efestione, Tolemeo e Arpalo, amministratore della cassa militare.
L’esercito pur non essendo enorme possedeva una certa esperienza e una buona forza d’urto (falange macedone). Le note dolenti principali erano collegate tra loro, l’approvvigionamento e la flotta.
Lo sbarco in Asia fu ricco di atti simbolici in ricordo dell’Iliade e della guerra contro
Serse.
La tattica suggerita, evitare lo scontro con A., fu rifiutata a causa dell’ideologia persiana. Lo scontro campale avvenne sul fiume Granico. Nonostante l’esercito persiano fosse circa doppio rispetto a quello macedone grazie ad una mossa molto pericolosa ma altrettanto efficace della cavalleria A. mise in fuga Menmnone. Nonostante le difficoltà dell’esercito del Gran Re rimaneva il problema della flotta. A. aveva congedato la sua poiché non si fidava di Atene ed ora era di vitale importanza conquistare i porti d’Asia
Minore e ancor di più quelli fenici. Quindi scese lungo la costa prendendo
Mileto e poi anche Alicarnasso, Memnone però si era rifugiato sull’isola di Cos.
Il problema si sarebbe riproposto in primavera. Mentre parte dell’esercito svernava in Frigia il condottiero liberava Licia e Panfilia.
Le truppe si stavano ancora radunando, quando, in primavera, Memnone ricominciò l’offensiva nell’Egeo andando a minacciare i collegamenti di A. con l’Europa, il Macedone fece l’unica cosa che poteva fare, marciare a tappe forzate per colpire il nemico nel cuore del suo potere.Nel maggio 333 giunse la notizia della morte di Memnone. Questi fattori trasformarono l’Egeo in un fronte secondario, vista l’avanzato dell’esercito panellenico re Dario cominciò ad arruolare un immenso esercito e a causa del concetto di regalità persiana gli veniva richiesto di difendere la sua terra e i suoi abitanti.

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I due eserciti, quello persiano risultava essere circa due volte quello grecomacedone, si affrontarono presso Isso, inizialmente Dario sembrava poter avere la meglio ma poi la vittoria fu di A., che però perse diverse uomini a differenza di Granico. Grazie a un repentino attacco su Damasco A. si impadronì delle salmerie, della cassa militare e soprattutto delle donne del Gran Re. La vittoria era stata ottenuta anche sull’esercito del re in persona e in territorio nemico, le conseguenze furono importantissime: i Fenici si sottomisero ai Macedoni e la flotta persiana con loro, ponendo così fine al conflitto in Egeo. L’unica città che fu assediata e poi punita, come Tebe, in modo esemplare, fu Tiro, la fiera madrepatria di Cartagine.
Arriano scrisse riguardo uno scambio di lettere ufficiali tra Dario e A., che avvenne proprio durante l’assedio della città fenicia. Questo scambio epistolare ci aiuta a capire meglio queste due figure, ma sia l’autenticità, sia la cronologia di queste lettere rimane molto dubbia. Ciò che emerge è che il Gran Re chiese la liberazione della famiglia arrivando ad offrire ad A, tutti i territori ad oves dell’Eufrate, il suo stesso rango e la mano della figlia. Parmenione dichiarò che avrebbe accettato l’offerta se fosse stato lui a dover decidere, e la risposta di A. fu più eloquente che mai: “Anch’io, se fossi Parmenione”. Chiunque in Grecia o
Macedonia avrebbe accettato, ma A. voleva tutto, un dominio universale.

L’Egitto.
Avendo vinto contro il Gran Re ma avendo ancora problemi in Grecia causati da Agide II, che nel 338 era divenuto re di Sparta, A. si mosse verso l’Egitto territorio strategicamente importantissimo, rivolto verso l’Egeo, centro importante di commerci, possessore di una grande civiltà, religione e santuari.
Sulla via verso l’Egitto l’unico ostacolo fu la città di Gaza che come Tiro e Tebe fu rasa al suolo e la popolazione massacrata e resa schiava.
Il dominio persiano era assai debole in Egitto, i sovrani persiani non avevano mai avuto molto riguardo degli usi di questa gente, e quando A. dopo che, senza aver scagliato una freccia, il satrapo gli cedette il dominio sul territorio fu molto rispettoso, tributando i suoi omaggi alle divinità egizie come usavano fare i faraoni. Lasciò amministrazione e la religione nelle mani degli indigeni; la difesa e le finanze furono invece assegnate a greco-macedoni.

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In Egitto fondò un’importantissima città a scopo commerciale, posta sul delta del Nilo Alessandria d’Egitto cercava di colmare il vuoto lasciato da due centri di commercio nevralgici come Tiro e Gaza. La città divenne una polis grecomacedone a stretto contatto con Siriani, Egiziani ed Ebrei. Questo centro, proprio per la definizione di polis, doveva reggersi con le proprie forze: autonoma, orgogliosa.
La seconda e ultima tappa nello stato nordafricano fu l’antico oracolo libico dell’oasi di Siwa. Era uso che Amon
Ra concedesse al sovrano entrante la sua approvazione, inoltre l’oracolo era conosciuto nel mondo ellenico ed era considerato al pari di quello di Delfi.
La divinità era quella di Zeus
Ammone. A. sapeva che, in base all’ideologia egizia, a Siwa sarebbe stato “il figlio di Amon Ra”, ma per i greci lo sarebbe stato di Zeus Ammone
(come Eracle) e vista la rilevanza dell’oracolo questo fatto ebbe un grande impatto nel mondo greco. Inoltre si ritiene che l’oracolo avesse dato conferma nella prossima conquista del mondo di Alessandro e che dunque l’idea del dominio universale fosse arrivata ben prima di quello che il Macedone lasciò a credere.
È chiaro che A. stava strumentalizzando tutto ciò per darsi un’aura divina, progetto cominciato con la visita a Troia. Nell’aprile 331 partì dall’Egitto e si diresse verso il nemico nel cuore del suo impero.

Guagamela.
Dario aveva preparato un ennesimo esercito e per l’ennesima volta più grande del precedente e sulle sponde del Tigri aspettava A. per lo scontro finale, ovviamente la sfida fu colta. Dario scelse una piana congeniale al suo esercito.
Ma ancora una volta il 1° ottobre 331 grazie ad un’abile mossa strategica di A. il
Gran Re si diede alla fuga. A. fu insignito del titolo di re d’Asia, sembrava essere il punto di arrivo. Con una mossa propagandistica diede un carattere

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panellenico della vittoria, proclamò la fine delle tirannidi, la ricostruzione di
Platea e inviò parte del bottino a Crotone, unica città italica intervenuta a
Salamina.
Si diresse dunque verso le metropoli del regno, lasciando scappare Dario ancora una volta.

Babilonia, Susa, Persepoli, Ectabana.
Babilonia era uno dei centri più importanti del mondo. Lo stato d’animo della popolazione e dell’élite sacerdotale non era favorevole alla dominazione persiana e A. non incontrò alcuna resistenza, continuò a seguire le tradizioni e gli usi dei popoli che a lui si sottomettevano. A dicembre arrivò a Susa senza trovare la benché minima resistenza, prese così la prima delle tre capitali e si impadronì della cassa reale che usò per il pagamento delle varie spese. I gesti simbolici “si sprecarono” anche in questo luogo.
Puntò allora al vero e proprio cuore dell’impero, la Perside luogo d’origine della stirpe di Ciro il Grande, dove sorgeva la capitale di rappresentanza, Persepoli.
Nel tragitto verso questa nuova metà si scontrò con delle popolazioni di montagna e presso le “porte Persiane” si trovò la via sbarrata. La grande stirpe non intendeva piegarsi, ma nel gennaio 330 la città si consegnò ma a causa delle resistenze incontrate fu saccheggiata. Nonostante ciò A. confermò i governanti persiani affiancandovi dei Macedoni, inoltre rese omaggio a Ciro. Durante il suo soggiorno a Persepoli ricevette la notizia della vittoria di Antipatro su Agide III
(338-331).
Nel gennaio 330 il palazzo di Persepoli fu dato alle fiamme dallo stesso A. e fidati come vendetta per la distruzione dei templi greci per mano di Serse.
Questo fu un elemento di contrasto sulla linea adottata finora da A. che non si riteneva più solamente hegemòn ma regnante della Persia.
Ectabana si arrese senza combattere. A questo punto A. decise di congedare le truppe greche, offrendo loro la possibilità di rimanere come mercenari.
Ectabana era l’ultima capitale non ancora conquistata, era dunque doveroso porre fine alla spedizione “greca”.

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Un nuovo viaggio.
Parmenione, secondo in grado solo al re, fu lasciato indietro affinché facesse da collegamento. A. sapeva che il re non era distante e ricominciò la marcia a ritmo forzato per raggiungerlo, egli però si diede alla fuga oltre le porte caspiche perdendo così la fedeltà dei pochi che ancora lo sostenevano. Accadde così che i nobili persiani si stirpe iranica al comando di Besso imprigionassero Dario, consegnando così al satrapo il potere. Il re venne ucciso prima che A. riuscisse a raggiungerli, fece seppellire il defunto re, che egli considerava ormai suo predecessore, insieme ai suoi avi e decise di vendicare l’uccisione. Intanto il sia l’esercito che i suoi consiglieri stavano includendo sempre più persiani e iranici, in particolare Oxyarte, fratello di Dario. Anche la figura stessa del re macedone era sempre più “orientalizzata”, sia negli usi che nei costumi, anche se non abbandonò mai degli elementi macedoni. A. non era solo un gran re persiano, ma certo non era più solo un re di Macedonia. Questo però portava anche dei problemi, la visione del re macedone era completamente diversa da quella persiana. Da una parte il re era “il compagno d’infanzia”, dall’altra un semidio e unica persona libera nel suo regno. A. seppe controllare abbasstanza bene questa nuova condizione, ma alcuni attriti si crearono; la prodkynesis, ovvero l’uso di inchinarsi al re, fece indignare Calliste, che pagò con la vita. Anche il figlio di Parmenione, Filota, intorno al quale probabilmente si stavano raccogliendo i Macedoni insoddisfatti visto l’orientamento iranico del loro re. Subito dopo aver fatto uccidere il ragazzo A. mandò dei sicari che uccisero anche il padre per evitare problemi. Il comando della cavalleria degli eteri passò a Efestione e Clito (che sarà ucciso anche lui dal re in persona durante un simposio, probabilmente per il troppo vino). Nel rincorrere Besso fonda diverse nuove città che avranno il suo nome, cercando così di riallacciarsi al modello della polis. Nella primavera 329 attraversò l’Hindukush affrontando fame e gelo. La Battriana si arrese senza combattere e proseguì. Intanto i nobili della Sogdiana, un ceto di cavalieri e guerrieri tolse il sostegno a Besso, perché incapace di fermare Alessandro. Una volta catturato fu mutilato di naso e orecchie e fu fatto condurre a Ectabana dove un’assemblea di nobili persiani e iranici lo giudicò. A. aveva vendicato Dario.
La spedizione raggiunse quelli che il mondo greco considerava i confini del mondo, Iaxarte, Alessandria Eschate, l’Estrema, fatto che sottolinea in maniera chiarissima l’idea di impero universale.

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Fu allora che le popolazioni da poco conquistate si ribellarono scatenando una guerriglia diffusa e difficile da domare perché difficile da arrivare, A. fu occupato per quasi due anni. Poi comprese che per vincere avrebbe dovuto usare la politica. Sposò la figlia di Oxyarte, Rossane, accolse il padre tra i suoi fedelissimi e il figlio maschio nello squadrone reale.

In India.
In questi territori dell’odierno Pakistan settentrionale conosciuti solo grazie agli scritti di alcuni Greci, tra i quali troviamo Erodoto, A. usò a suo favore contrasti tra le popolazioni indigene (Tassile, alleato chiede aiuto per essere difeso da
Poro) e ai guerrieri iranici. Nell’estate 327 divise l’esercito in due, e assegnò il comando di una delle due metà ad Efestione e Predicca, che non incontrarono grosse resistenze. A. invece si addentrò in difficili assedi di luoghi nei quali nemmeno gli dei, secondo la leggenda, erano riusciti a penetrare. L’esercito passò l’Indo la primavera successiva. Si accampò sull’Idapse e a giugno combatté l’ultima grande battaglia contro Poro e i suoi elefanti. I Macedoni vinsero grazie ad uno stratagemma e dopo una cruenta battaglia Poro fu confermato rajah poiché A. doveva appoggiarsi al loro potere per poter tenere pacificata quella regione. Fu fondata Nicea, “città della vittoria”, allestita la flotta per navigare l’Indo, mentre l’esercito si accingeva verso il Punjab, ai limiti del mondo conosciuto. Ma cominciarono ad arrivare cattive notizie, l’Indo non era affatto il ramo Nord del Nilo, i monsoni arrivarono inaspettati e gli indigeni si ribellavano al potere di Poro: l’esercito era esausto e costrinse il suo comandante a desistere e intraprendere la via di casa. Nearco fu messo a capo della flotta composta da ottanta piccole navi e insieme all’esercito si avviò lungo l’Indo. Durante il percorso trovarono molte popolazioni indigene che resero loro la vita difficile e A. rischiò la morte quando fu colpito a un polmone da una lancia combattendo contro i Malli. Arrivati sull’oceano furono eseguiti i sacrifici imposti da Zeus Ammone e ne fece altri per Poseidone dal centro dell’oceano.

Il Ritorno.
L’esercito fu diviso in tre, una parte via mare con Nearco, una parte avrebbe ripercorso la strada dell’andata con Cratero e una parte avrebbe seguito A. nella
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Gedrousia, l’ultima e più fallimentare delle spedizioni del condottiero macedone. Questa landa, perlopiù desertica, era sconosciuta e considerata impossibile da attraversare con un grosso esercito. A. partì a settembre del 325, dopo poco però la natura impose di allontanarsi dalla costa. Solo un quarto dell’esercito (15.000 unità) vide la capitale Pura. L’esercito si ricongiunse poco più avanti, mentre A. diede indicazione a Nearco di proseguire verso Tigri ed
Eufrate per ritrovarsi a Susa. Marzo 324: la spedizione a Oriente era finita e il regno era stato delimitato.

Gran Re.
Il suo dominio mescolò elementi macedoni con elementi orientali, in modo particolare iranici, il centro del potere era l’accampamento, che si spostava col re, non esisteva una vera e propria capitale.
Nella primavera 323 si recò a Babilonia da dove sarebbe dovuta partire la spedizione per la conquista dell’Arabia.
Durante l’assenza del re erano scoppiate rivolte sia verso l’India sia in Perside, sia da parte di satrapi di stirpi orientali sia tradimenti di amministratori greci, come Arpalo. A. reagì in maniera forte punendo con durezza chi si era ribellato e conferendo onori a chi era stato fedele; per rispetto degli usi iranici e persiani fece ripristinare la tomba di Ciro (Aristobulo). A Susa vennero celebrate delle nozze di massa, un centinaio di importanti luogotenenti di A. e lo stesso re sposarono delle donne iraniche e persiane (Efestione e A. sposarono due figlie di
Dario III) per dare vita ad una nuova classe dirigente.
Ormai le truppe non erano più a maggioranza macedone e quando A. decise di congedare solo gli anziani e coloro non più in grado di combattere vi fu un duro scontro con i suoi soldati, che poi tornarono in patria sotto il comando di
Cratero. Tutte le decisione andavano in una direzione ben precisa, il regno doveva essere sostenuto dall’elemento macedone e da quello iranico, ma su tutto regnava l’assoluta volontà del sovrano. In questa direzione andò anche un decreto che imponeva alle poleis greche che raccogliessero gli esuli: una massiccia intromissione nei meccanismi politici greci: non era più l’hegemon, ma il loro signore. Riconoscendolo tale e tributandogli onori eroici i Greci non fecero altro che seguire un interesse politico e non uno religioso in cui non credevano e mai avrebbero creduto. Ma nonostante ciò si crearono malumori e

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tensioni con diverse realtà greche, in particolare con gli Etoli e Atene. Ma nonostante ciò quando il tesoriere Arpalo si presentò ad Atene, chiedendo asilo, dopo essere scappato con 700 talenti, loro lo imprigionarono seguendo le richieste di Antipatro e gli confiscarono il denaro, ma la metà scomparve, di suddetto scandalo fu incolpato Demostene, che fuggì nel Peloponneso.
Un’azione di A. contro Atene fu scongiurata solo dal fatto che Arpalo fu catturato e ucciso a Creta.
Un altro elemento del carattere personalistico del potere dell’impero fu la nomina dell’amico Efestione a chiliarca della guardia del corpo, secondo solo ad
A. gerarchicamente. Quando nell’autunno 324 scomparve l’amico le celebrazioni furono esagerate, il posto occupato da E. non fu mai più assegnato, un altro Achille seppelliva il suo Patroclo.
Prima di ciò erano cominciati i preparativi per la spedizione in Arabia, gli obiettivi erano: porre fine alle razzie dei beduini e insediare popolazioni di forte impatto mercantile, come siro-palestinesi, ma A. fu colto dalla malaria tropica, morì il 10 giugno 323. Si dice anche che fosse stato avvelenato da uno dei figli di
Atipatro, con il quale aveva avuto uno scontro poco tempo prima, ma queste fonti sembrano non avere fondamento. Vi furono anche tante speculazioni sui progetti di conquista una volta presa l’Arabia, anche qui le conferme sono poche, ma forse si può ritenere possibile una spedizione a Nord contro gli sciiti e una contro Cartagine.

CONCLUSIONI
Alessandro fu un enigma per i suoi stessi contemporanei: il suo punto di riferimento erano i semidei, doveva sempre sfidare i limiti e superarli, doveva essere il primo e l’unico signore di questa terra. Anche se poteva sembrarlo non era un forsennato, pianificava e preparava con ragione e concretezza in maniera minuziosa fino ai mini dettagli, in modo particolare l’addestramento dei soldati e in politica. La fortuna lo accompagnò in diverse occasioni, questo fattore lo aiutò a conquistarsi il rispetto, vista la concezione che ne avevano gli uomini del tempo. La violenza e l’intimidazione erano le armi più forti nel mondo di Alessandro e
“l’andare sempre e comunque oltre” di questo personaggio porterà alle estreme conseguenze nell’uso di questi mezzi spietati. <<IL NOME DI ALESSANDRO SEGNA LA FINE DI
UN’EPOCA DELLA STORIA UNIVERSALE L’INIZIO DI UNA NUOVA>>.

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Barack Obama's South Carolina Speech

...are his way of personifying his ideas. The discourse strategy he uses serves to reverse the direction of influence from the people in control to the people controlled (see van Dijk 2003). Duranti (2006b) writes that The language of politics has been presented and studied in terms of its ability to persuade an audience (of peers, subjects, and superiors) to go along with the speaker's view of the world and his or her proposal (Perrot 2000). In much of this literature, the successful political leader is seen as a skillful manipulator who controls a variety of linguistic resources – from elaborate metaphors to paralinguistic features like volume, intonation, and rhythm – through which listeners can be convinced to accept a course of 87 ALESSANDRO CAPONE action (including the action of voting for the speaker). (Duranti 2006b:467) In this paper, I consider the case of an electoral speech event in which, despite the fact that rhetoric is present, manipulation is kept at a minimum, as the speaker does not attempt to persuade the audience to come to his side, to accept his views, given that he presents his views as coming from the people. In Obama's speech, I analyze the case in which a politician makes use of the people's voices in order to show that he correctly represents the needs and sentiments of his nation, thus being entitled to represent them as a political leader and to do what is good for them. The speech emerges not as something for which Obama is responsible, but......

Words: 11967 - Pages: 48

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Tosp

...Immaculate Concepcion); Melanie Ang (Wesleyan University-Philippines); Leemon Araza (Dr. Yanga’s College,Inc); Mark Cajes (Araullo University PHINMA Education Network); Bryan Boy Cortez (Baliuag University); Ronel dela Pena (Holy Angel University); Fernando Dosono, Jr.(Mary the Queen College of Pampanga, Inc.); Mary Heliane Fabian (Angeles University Foundation); Gerald Fontanoza (Tarlac State University ); Aaron Jay Frias (Maritime Academy of Asia and Pacific); Reymond Galvez(Dr. Yanga’s College,Inc); Jo-Mari Hierras (Maritime Academy of Asia and Pacific); Aelhyn Carol Lucero (Holy Angel University); Joan Mae Lugtu (Holy Angel University); Christopher Paulo MAnlapaz (Republic Central Colleges); Mary Rose Pineda (Baliuag University); Carlo Magno Sagun( Tarlac College of Agriculture); Mary Jane Samson (Araullo University PHINMA Education); Jasmin Lorraine Tan (Bulacan State University); at Kenneth Alex Villanueva (Angeles University Foundation). Sa ika-29 ng Abril , ipapakilala ang mga nagwagi sa Heroes Hall, City of San Fernando , Pampanga. Samantalang, sasailalim ang mga kalahok sa isang formation program sa bayan ng Baler, Aurora sa ika-24 hanggang ika-27 ng Abril. Ito ay ayon sa pangangasiwa ng TOSP- Region III Alumni Community of Heroes(TOSP-R3ACH) at TOSP Alumni Community (TOSP-AC) Alexandria Cayco Ang TOSP at ang mga Kabilang Dito sa Central Luzon Ipinakilala kamakailan ng Commission on Higher Education (CHED) Region III at ng RFM foundation ang dalawampung......

Words: 620 - Pages: 3

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Partnership Business

...Interest Payable 300 R. Magno, Capital 24,700 Cash 5,000 Accounts Receivable 13,000 Merchandise Inventory 12,000 Equipment 3,000 Other Assets 9,000 2. To adjust the books of Lagman. Goodwill 8,000 Allowance for Bad Debts 210 J. Lagman, Capital 7,790 3. To record the investment of Magno. Cash 5,000 Accounts Receivable 13,000 Merchandise Inventory 12,000 Equipment 3,000 Other Assets 9,000 Allowance for Bad Debts 1,000 Accounts Payable 6,000 Notes Payable 10,000 Accrued Interest Payable 300 R. Magno, Capital 24,700 To adjust the investments of the partners. Cash 10,300 R. Magno, Capital 10,300 (P35,000 – P24,700 = P10,300) J. Lagman, Capital 35,790 Cash 23,300 Accounts Payable to J. Lagman 12,490 (P63,000 + P7,790 = P70,790 – P35,000 = P35,790) Partnership – Basic Considerations and Formation 17 4. Lagman and Magno Balance Sheet December 31, 2008 A s s e t s Cash P      – Accounts receivable P34,000 Less Allowance for bad debts 1,210 32,790 Merchandise inventory 21,000 Equipment 8,000 Other assets 46,000 Goodwill ___8,000 Total Assets P115,790 Liabilities and Capital Accounts payable P 18,000 Notes payable 15,000 Accrued interest payable 300 Accounts payable to J. Lagman 12,490 J. Lagman, capital 35,000 R. Magno,......

Words: 3342 - Pages: 14

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Meatyard

...Analysis of Practitioner Introduction In this essay i plan on exploring different photographers and their backgrounds to explore the images in detail to go with my project unit. The photographers Ralph Eugene Meatyard and The family Album of Lucybelle Carter, Alessandro Mitola and Susan Seubert. Ralph Eugene Meatyard “the idea of a person, a photograph, say, of a young girl with a title ‘Rose Taylor’ or the title ‘Rose’ or no title at all becomes an entirely different thing,” Meatyard once said. “ ‘Rose Taylor’ is a specific person, whether you know her nor not. ‘Rose’ is more generalised and could be one of many Roses—many people. No title, it could be anybody.” And in the same way, a mask “serves as non-personalising a person.” Ralph Eugene Meatyard uses masks to erase the differences between people also to withhold the emotions of the models faces this associates to my theme as the emotions that are going to be shown on the faces of my models will be fear and disgust and to link with Meatyard, I will use a mask to hide the faces of the models because the face doesn't abolish all the sense of personhood and individuality as your body language give you your uniqueness too, so even though the mask is there the person is still revealed. Meatyard was originally an optician, so he wasn't a professional photographer. He joined a camera club and became interested in experimental work like multiple exposure and motion blur. Meatyard mainly focuses on children with......

Words: 1708 - Pages: 7

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Advance Acctg Chapter 1

...000 Notes Payable 10,000 Accrued Interest Payable 300 R. Magno, Capital 24,700 Cash 5,000 Accounts Receivable 13,000 Merchandise Inventory 12,000 Equipment 3,000 Other Assets 9,000 2. To adjust the books of Lagman. Goodwill 8,000 Allowance for Bad Debts 210 J. Lagman, Capital 7,790 3. To record the investment of Magno. Cash 5,000 Accounts Receivable 13,000 Merchandise Inventory 12,000 Equipment 3,000 Other Assets 9,000 Allowance for Bad Debts 1,000 Accounts Payable 6,000 Notes Payable 10,000 Accrued Interest Payable 300 R. Magno, Capital 24,700 To adjust the investments of the partners. Cash 10,300 R. Magno, Capital 10,300 (P35,000 – P24,700 = P10,300) J. Lagman, Capital 35,790 Cash 23,300 Accounts Payable to J. Lagman 12,490 (P63,000 + P7,790 = P70,790 – P35,000 = P35,790) 18 Chapter 1 4. Lagman and Magno Statement of Financial Position December 31, 2011 A s s e t s Cash P      – Accounts receivable P34,000 Less Allowance for bad debts 1,210 32,790 Merchandise inventory 21,000 Equipment 8,000 Other assets 46,000 Goodwill ___8,000 Total Assets P115,790 Liabilities and Capital Accounts payable P 18,000 Notes payable 15,000 Accrued interest payable 300 Accounts payable to J. Lagman 12,490 J. Lagman, capital 35,000 R. Magno, capital __35,000 Total Liabilities and......

Words: 3716 - Pages: 15

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Critque of David Alessandro

...Outside Reading 1 Why Employees DON’T DO what they’re supposed to do.. and What TO DO about it. By David F. Alessandro The book opens up with discussing hidden influences that affect employees. He suggested though out the book that it is primarily a lack of quality management that leads to poor performances. His approach is to utilize 16 predetermined influences and offer examples and solutions to each. The format of the book is very simple and easy to read. The author uses each chapter to address the influence and breaks each one of them down systematically and consistently. The book in itself could almost be used as a quick reference for managers. It does have some quality advice and suggestions on how to deal with the situations. The flaw that I believe the author does not fully address or develop is that he places all of the blame for each suggestion on management. He is not inclusive with management. They to have their own issues and learning opportunities and will need assisted. He does attempt to address this situation in his Q&A at the end of the book, but simply relies on the 16 influences and that everything else is covered in this report or that report. I am to read the book and believe that this is the absolute solution and yet the last stance is if it is not in my suggestions then it is somewhere else and we do not have to deal with it. The Author references “They don’t know why they should do it” in the first chapter. The first issue......

Words: 501 - Pages: 3

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Elyow

...Castro CHM Faculty, EARIST Nagtahan, Sampaloc, Manila Respected Mam, I am writing from Solid Rock Events Management, which is well known events organization in the Philippines. We are keen to provide our services for your upcoming CHM night at EARIST Manila. We are two year old company and our services are provided to all major companies of its niche. This can be demonstrated by our popularity, planning and executing most of major events in the country. We are considered as the best by our clients and it would be an honor to provide our services to you. Please visit our website www.youdreamevents.com to know more about our services offered. We are hoping for a positive reply. Thanking you. Yours sincerely, Jorge Magno Programmed for the Event CHM Night Date – March 07, 2016 Monday – March 07, 2016 5:30 am – 6:00 pm Admission starts at the Gate 6:00 pm – 6:30 pm Start of the Event 6:30 pm – 7:00 pm Prayer, Opening Remarks and Introduction to the theme of the Event 7:00 pm – 8:00 pm Intermission of students talent and skills 8:00 pm – 9:00 pm Dinner and time to talk to each other 9:00 pm – 12:00 pm Starts of 3 hours of Party Rocking with a variety of Live Bands and DJ’s with a flooding amount of drinks. Options ( Set A and Set B) Set A (Place and Location) – EARIST (Quadrangle), Nagtahan, Sampaloc, Manila Set B – Foods and Beverages Foods Beverages Egg Canape Bloody......

Words: 976 - Pages: 4

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Griego

...Sanatorio de hombres D. Ninguna de las anteriores __B_3. ¿Qué significa Citius, Altius, Fortius? A. Correr, actuar y fortificar B. Correr más alto, llegar más alto y ser más fuerte C. Mente sana, cuerpo sano D. Ninguna de las anteriores __C_4. ¿Cuál de las siguientes No inventaron los griegos? A. Los Juegos Olímpicos B. El teatro C. Las guerras D. La filosofía __C_5. ¿En dónde se celebraron las primeras Olimpiadas? A. Esparta B. Atenas C. Olimpia D. Tebas _A__6. ¿Qué fueron las Guerras Médicas? A. batallas entre griegos y persas B. batallas entre griegos y troyanos C. batallas entre atenienses y espartanos D. batallas entre griegos y macedonios _D__7. ¿Cuál de las siguientes se le atribuye a Alejandro Magno? A. Fomentar la cultura griega B. estimular investigaciones científicas C. promover las uniones interraciales D. todas las anteriores __A_8. ¿Lugar céntrico del -teatrón- en forma circular, donde actuaba el coro? A. orquestra B. coro C. tragedia D. ditirambos __A_9. ¿Qué significa literalmente “tragedia”? A. Todas las siguientes B. una historia lamentable C. amor a la mexicana D. Canto del cabro __D_10. ¿Quién era Dionisio? A. dios a quién se le dedicaba la tragedia B. dios del vino, entretenimiento y placer C. dios de la misericordia D. A y B II. Cierto o falso. Explique las falsas. (20 puntos) __C_1. Según el idealismo en las ideas o esencias se encuentra lo más verdadero y perfecto. __C_2.......

Words: 1141 - Pages: 5

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St. Maria Goretti

...his son, Alessandro. The family was able to survive by working for Giovanni Serenelli and his teenager son Alessandro. Her brothers, mother, and sister worked in the fields while Maria cooked, sewed, watched after her baby sister, and kept the house clean. Since her family was too poor to pay for Masses in her father's memory, every night Maria would recite the Rosary for her father's soul. She was often at prayer. It was a hard life, but the family was very close. They shared a deep love for God and the faith. The words of her mother Assunta were fixed in her soul. "You must never commit sin, at any cost." In 1902, 20-year-old Alessandro Serenelli began ordering 11-year-old Maria to perform difficult chores, none of which could be completed to his satisfaction. Alessandro also began making advances on Maria. She refused, he grabbed her, and demanded that she submit to him, but she told him that it would be a sin. Alessandro first choked Maria, but she insisted she would rather die than submit to him. On July 5, 1902, in a fit of anger, Alessandro stabbed Maria 11 times to death, with Maria preferring to die rather than committing mortal sin. The injured Maria tried to reach for the door, but Alessandro stopped her by stabbing her three more times before running away. She survived for 20 hours in the hospital, undergoing surgery without anesthesia. As she lay dying, when the parish priest of Nettuno brought her Holy Viaticum and asked whether she forgave Alessandro, she......

Words: 673 - Pages: 3

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Neurosurgeon

...Katherine Magno Allied Medical Center 1933 E. Frankford Rd #110 Carrolton, TX 12345 January 16, 2012 Attn: Director of Claims BlueCross Shield Insurance 124 Halfway Road, #111 Phoenix, AZ 1236 Re: Katherine Magno Policy #: 789-44-1010 Insured: Katherine Magno Treatment Dates: December 14, 2011 Amount: $ 18,000.00 To Whom It May Concern I am writing to assist our patient Katherine Magno in the appealing the decision of BlueCross Shield Insurance to deny his benefits for a Surgery on December 14, 2012. The basis for the rejection is that BlueCross Shield Insurance states they had no prior authorization on file for this date of service. Here are some Treatments that we did: • 191 Brain Tumor x4 • 61500 Craniotomy • Frontal Lobe- $ 8,000.00 • Temporal Lobe- $ 5,000.00 •Occipital Lobe- $ 3,000.00 •Parietal Lobe- $ 2,000.00 I am appealing this denial as the denial of this claim is not warranted. The explanation of benefits did not provide enough information to establish the validity of this decision to deny the claim. Therefore, I request you to provide the following information to support the denial of the treatment. Please provide the credentials and the name of the insurance representative who checked the treatment records. Also, please furnish the outline of the specific records reviewed and the description of any records that were missing and would be required to be produced in order to approve the treatment. Please do review this......

Words: 323 - Pages: 2

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Formal Analysis

...Magno, Pacifico Andreo S. TFA 150, Ma’am Lisa 2008-82788 FORMAL ANALYSIS The artwork was made by combining various types of lines mainly: expressive, implied, hatching and crosshatching. This was done probably with pencil on paper with a conveyed roughness on the strokes with a rather pleasing softness to it. Expressive lines were used to create the outline of the artwork and to illustrate the overall shape. Implied lines were made to create the twirls on the piece mainly found on the head of the subject. Hatching and crosshatching was then used to create a sense of depth, focus and contrast on the subject. The lines that were illustrated are very biomorphic and seemingly art nouveau in nature, a very popular art style during 1890–1910. The piece itself is flowing and sinuous. This is somehow a representation of hidden desire, a suppressed craving that probably wants to come out. The artwork is colorless and is completely dependent on shades of black and white, the face is somewhat dulled yet expressing a smile on the lips which looks like its daydreaming and yet, the whole image is somehow juxtaposed because of its lack of color and relaxed facial expression sided along powerful and curved lines full of energy. The lines itself seems erratic at first glance – but rather, it follows a direction. The expression of the whole piece resembles a description of William Hogarth’s book entitled: The Analysis of Beauty. Within that book he coined a theory......

Words: 296 - Pages: 2